“Il furto della lapide apposta solo due settimane fa al monumento che a Montecchio Maggiore ricorda le vittime dei partigiani comunisti di Tito sul confine orientale provoca una grande tristezza”.
Sono queste la parole di Coriolano Fagarazzi, presidente del Comitato provinciale di Vicenza dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, l’indomani del grave e provocatorio atto perpetrato ai danni del monumento che a Montecchio Maggiore ricorda le migliaia di italiani trucidati dai partigiani comunisti titini: morti dei quali per decenni non si era nemmeno potuto parlare e che fino all’istituzione del Giorno del ricordo, nel 2004, venivano ricordati quasi solo dagli esuli istriani, fiumani e dalmati.
“Scrivere la verità fa male – prosegue Fagarazzi manifestando lo sdegno e la condanna per il vigliacco gesto -: la nuova inquisizione del pensiero unico non brucia i libri, li ruba”. “L’umanità ha già vissuto il tempo dei roghi dei libri che esprimono il libero pensiero, il sapere, la conoscenza. Siamo ritornati alla stessa stregua dei regimi nazista e fascista.”