22.03.2025 – La scorsa notte a Pisa ignoti hanno offeso la memoria dei Martiri delle Foibe scrivendo insulti sulla lapide posta sulla omonima rotonda. E’ una cosa che offende profondamente i giuliano-dalmati e tutti gli italiani che conoscono quelle vicende. Offende ma non stupisce perché questi gesti si ripetono da tempo ed in molte città. Tra i tanti ricordiamo ricordiamo Modena con lo striscione “Com’è bello far le Foibe da Trieste in giù”. Nelle terre dell’Alto Adriatico i partigiani comunisti dopo il 25 aprile hanno compiuto stragi di cui sono state vittime persone di diverse lingue madri, italiana, slovena, croata ed anche di diverso orientamento politico come partigiani democratici. I giuliano-dalmati sono riusciti a portare in luce questa storia; tra tante difficoltà la nostra tragedia si è venuta a conoscere e l’istituzione del Giorno del Ricordo ha rappresentato un vero giro di boa. Questo per gli eredi dei partigiani comunisti è inaccettabile. Ci attaccano in modi diversi da quelli volgari, come l’altro giorno a Pisa, a quelli più sofisticati, come la tecnica della elusione, come definita dalle Linee Guida per la didattica della Frontiera Adriatica emanate dal Ministero dell’Istruzione il 20 ottobre 2022: “se nell’ambito di un’unità didattica sulle Foibe la maggior parte del tempo è dedicata ai precedenti di violenza del fascismo di confine e delle truppe italiane in Jugoslavia, questa non va considerata come corretta contestualizzazione, bensì quale mera elusione.” Tale tecnica è sistematicamente praticata da ANPI e Istituti storici della Resistenza. I giuliano-dalmati sono stati l’unica parte di popolazione di lingua madre italiana a rimanere al di là della cortina di ferro ed a conoscere l’oppressione del regime comunista; siamo quindi vaccinati dal fascino del comunismo. Questo non ci rende simpatici a chi considera un disvalore l’anticomunismo, vedi l’attacco ANPI al Ministro Valditara (https://www.anpi.it/pagliarulo-la-lettera-del-ministro-valditara-e-un-manifesto-anticomunista-pieno-di-rimozioni).

I nostri antipatizzanti vorrebbero avere il monopolio sulla nostra storia come attestato dallo storico Eric Gobetti: “Sempre più spesso, in occasione del Giorno del Ricordo circoli culturali di vario genere, forze politiche democratiche e sezioni Anpi di tutta Italia organizzano dibattiti, conferenze, mostre per sensibilizzare l’opinione pubblica e contrastare la disinformazione di Stato.” (https://www.ilmanifesto.it/la-battaglia lhanno-vinta-loro). Impegno che si è concretizzato in uno sgradevole episodio a Marina di Pisa: il 10 febbraio scorso mentre si commemoravano le vittime dei partigiani comunisti in Istria e Dalmazia si è materializzato tra le autorità il presidente dell’ANPI di Pisa Bruno Possenti, già sindaco comunista di Calci (PI); si offende chi ha visto sparire per mano dei partigiani comunisti una persona cara non solo con la vernice sulle lapidi ma anche mettendogli davanti agli occhi i fazzoletti dell’ANPI in quello che doveva essere un momento di raccoglimento. Dell’ANPI ricordiamo il suo attuale presidente nazionale, tra i pochi senatori a votare contro l’istituzione del Giorno del Ricordo. E non dimentichiamo che il 10 febbraio 2023 ANPI e le consorelle croate e slovene hanno firmato una dichiarazione congiunta in ci si afferma che “con la legge sul Giorno del Ricordo è stato promosso un discorso pubblico unilaterale teso a screditare la resistenza italiana e jugoslava”, ed ancora “la ricerca storica dimostra che vi sono state pesanti esagerazioni e strumentalizzazioni” (https://www.anpi.it/foibe-ed-esodo-documento-congiunto-delle-associazioni-partigiane-di-croazia-slovenia-italia). Per questi motivi la ANVGD collabora solo con le associazioni partigiane democratiche eredi di quanti nel 1947, guidati da Ferruccio Parri ed Enrico Mattei, abbandonarono l’ANPI perché controllata dai comunisti.
Eric Gobetti ci ha dato la chiave interpretativa di questa grande attenzione alla nostra storia. A Firenze il 15 febbraio 2015, ad un evento correlato al Giorno del Ricordo ed organizzato da ANPI ed Istituto Toscano della Resistenza, Gobetti parlando delle uccisioni “…in alcuni giorni successivi alla Liberazione…” dice: ”…in Piemonte si parla di cifre equiparabili a quelle delle foibe, almeno 5.000 persone,…” (https://www.youtube.com/watch?v=IYZMH71frWc&t=730s). Non abbiamo gli elementi per azzardare ipotesi sulla dimensione di quel “almeno”, ma quanto detto da Gobetti dà comunque un’idea dell’orgia di sangue seguita al 25 aprile in tutto Nord Italia. Questo riteniamo sia il vero motivo di tanta ostilità nei nostri confronti. Il timore che possa riproporsi in tutta Italia la presa di coscienza rappresentata per le terre dell’Alto Adriatico dall’istituzione del Giorno del Ricordo. Ci vorrà tempo e sarà una vera battaglia perché i nostri antipatizzanti sanno che “Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato.” (Orwell 1984). Quindi, anche se indeboliti, non vogliono mollare la presa perché crollerebbe tutta la loro narrazione. Saremo attaccati in ogni modo ma lo statuto della nostra Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia mette in chiaro la nostra posizione: “l’Associazione e tutti i suoi iscritti si impegnano ad operare perché non abbiano più a ripetersi le tragedie avvenute nelle terre della Frontiera Adriatica ad opera degli opposti nazionalismi ed irredentismi, della ideologia autoritaria fascista e delle due ideologie totalitarie comunista e nazionalsocialista.” (art. 2 secondo comma)
Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia – Regione Toscana
Sfregiata la targa per i martiri delle foibe (Il Giornale – 21/03/2025): https://www.ilgiornale.it/news/nazionale/sfregiata-targa-i-martiri-delle-foibe-lodio-rosso-pisa-2454750.html
