La lingua e la cultura sono elementi identitari di una realtà minoritaria: è pertanto fondamentale dare corpo alle norme che sono in vigore e che prevedono le soluzioni per tutta una serie di situazioni che vanno gestite onde riempire di significato i concetti di tutela e di valorizzazione. Ne è convinto il deputato della Comunità Nazionale Italiana alla Camera di Stato slovena, Roberto Battelli, che sottolinea come la tradizione culturale non possa e non debba essere sospesa nel vuoto, ma essere riconosciuta in tutta la sua dimensione valoriale. In altri termini, serve un livello di consapevolezza sufficiente a potersi calare e incidere sulle condizioni nelle quali questa tradizione, di cui lingua e cultura sono espressioni, si esprime. In assenza di consapevolezza, precisa, è difficile che ci sia una riflessione sul problema delle condizioni linguistiche. Un passaggio dovuto se ci si vuole muovere nella direzione giusta per rimuovere non soltanto le conseguenze, bensì “le cause che determinano il rischio di una cancellazione della memoria culturale, che coincide con la cancellazione del futuro considerato che – ha sottolineato Battelli – la memoria altro non è se non la consapevolezza di sé. Voler cancellare la memoria è come voler indurre l’Alzheimer in un tessuto collettivo e renderlo inerte”.
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